RICHIESTA DI SOSPENSIONE DAGLI OBBLIGHI A SEGUITO DI CRISI AZIENDALE

Nel caso l’azienda stia attraversando un periodo di crisi aziendale è possibile richiedere al Servizio Occupazione Disabili la sospensione parziale o totale degli obblighi previsti dalla Legge 68/99.

Concessione della sospensione dagli obblighi occupazionali

La sospensione dagli obblighi di assunzione di lavoratori disabili è prevista dall’art. 3 – comma 5 della legge 68/99 e dall’art. 4 del D.P.R. n. 333/2000. È concessa dal Servizio Occupazione Disabili, qualora il datore di lavoro stia attraversando un periodo di crisi aziendale ed occupazionale. Le ipotesi di sospensione dagli obblighi occupazionali, originariamente previste dalla legge n. 68/99, sono state progressivamente ampliate ed attualmente sono costituite da:

  • cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per ristrutturazione, riorganizzazione, conversione aziendale o durante le procedure concorsuali: fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria. Si tratta delle ipotesi previste dall’art. 1 della legge n. 223/91 riformata dal Decreto Legislativo n. 148/2015 emanato in attuazione della Legge n. 183/2014 (Jobs Act);
  • ricorso ai fondi di solidarietà di settore, per situazioni di crisi, ristrutturazione o riorganizzazione aziendale. I fondi di solidarietà, previsti originariamente dall’articolo 2, comma 28, della Legge n. 662/96, sono stati riformati prima dalla legge n. 92/2012 e poi dal Decreto Legislativo n. 148/2015. Il Ministero del Lavoro con gli interpelli n. 38/2008 e 44/2009 ha esteso la sospensione alle aziende del settore credito e credito cooperativo che ricorrono al fondo di solidarietà;
  • cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) in deroga, con le stesse modalità previste per il normale intervento integrativo salariale (interpello n. 10/2012);
  • contratti di solidarietà difensivi stipulati per riduzioni dì orario e diretti ad evitare, in tutto od in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale. Si tratta dei contratti di solidarietà che rientrano nel campo di applicazione della CIGS. Anche la disciplina dei contratti di solidarietà difensivi o di tipo A previsti dall’art. 1 del Decreto Legge n. 726/84 convertito con modificazioni dalla Legge n. 863/84 è stata riformata dal Decreto Legislativo n. 148/2015 che ha anche cancellato, con l’abrogazione dell’art. 5 del Decreto Legge n. 148/93 convertito con modificazioni dalla Legge n. 236/93, i contratti di solidarietà per le aziende non rientranti nel regime di CIGS che pure potevano godere della sospensione degli obblighi;
  • apertura delle procedure di licenziamento collettivo (art. 4 e 24 della Legge n. 223/91);
  • procedure incentivanti l’esodo, previste dall’art. 4, commi da 1 a 7 ter, della legge n. 92/2012 attivabili per i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti e che intendono procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro con proprio personale dipendente al quale mancano non più di quattro anni al raggiungimento dell’età per il pensionamento di vecchiaia od anticipato (Circolare Ministero del Lavoro n. 22 /2014);
  • assunzione da parte dell’impresa di lavoratori che percepiscono indennità di sostegno al reddito quali Cassa Integrazione, o altra indennità legata allo stato di disoccupazione. Si rileva che questa causa di sospensione non è prevista dalla legge ma è stata introdotta dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 2/2010;
  • cassa integrazione guadagni ordinaria(CIGO) (circolare Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali n. 2/2010). Con la circolare n. 2/2010, il Ministero del Lavoro, tenuto conto del particolare momento di crisi economica, “rimette ai servizi competenti l’opportunità di individuare strumenti compatibili” per fronteggiare ulteriori situazioni di difficoltà occupazionale, che pur non essendo contemplate dalla norma come cause di sospensione dell’obbligo di riserva, ugualmente rendono inattuabile un immediato assolvimento dell’obbligo, come nelle ipotesi di intervento della cassa integrazione guadagli ordinaria. Pertanto, la cassa integrazione guadagni ordinaria in base alle valutazioni dei servizi competenti può operare in modo differente.

Come si attua la sospensione

La sospensione si attua con le seguenti modalità:

  • per la durata degli interventi, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate per il singolo ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata in caso di CIG straordinaria e in deroga;
  • in proporzione alla quantità di orario ridotto integrato e limitatamente all’ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata in caso di contratti di solidarietà e ricorso al fondo di solidarietà;
  • in proporzione al numero dei lavoratori per i quali è intervenuta la cessazione del rapporto, per tutta la durata della procedura e per il singolo ambito provinciale nelle ipotesi di ricorso alle procedure incentivanti l’esodo di cui all’art. 4 della legge n. 92/2014;
  • per la durata della procedura e su tutto il territorio nazionale in caso di licenziamento collettivo. (Quesito Regione Lombardia lista mobilità Legge 223/91 Registro Ufficiale Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 9122 del 07.06.2017). Il Ministero del Lavoro con circolare n. 2/2010 e nota prot. 0003615 del 13 marzo 2012 ribadisce che la procedura di licenziamento collettivo sospende gli obblighi a livello nazionale in quanto non viene precisata la limitazione all’ambito provinciale a differenza di quanto previsto per le altre ipotesi di ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel caso in cui la procedura di mobilità si concluda con almeno cinque licenziamenti, la sospensione è estesa per il periodo in cui permane il diritto di precedenza all’assunzione (6 mesi).

Sospensione per altre categorie protette

La sospensione degli obblighi occupazionali può riguardare anche i lavoratori appartenenti alle categorie protette di cui all’art. 18, comma 2, della Legge n. 68/1999 (art. 4 – comma 4 D.P.R. n. 333/2000).

Cessazione della sospensione

La sospensione dell’obbligo di assunzione cessa contestualmente al venir meno della situazione che l’ha originata, con conseguente ripristino dell’obbligo per il datore di lavoro di presentare la richiesta di avviamento ai servizi competenti. Entro 60 giorni da tale data, il datore di lavoro presenta la richiesta di avviamento dei lavoratori da assumere.

Modalità di accesso alla sospensione dell’obbligo di assunzione

Per usufruire della sospensione, il datore di lavoro privato deve inviare ai servizi competenti il modello compilato corredato dalla copia del provvedimento amministrativo che ammette l’impresa a uno dei trattamenti previsti come causa di sospensione o delle lettere formali dell’azienda di apertura della procedura, nel caso di licenziamento collettivo.
L’art. 18 del Decreto Legge n. 5/2012 (c.d. Decreto semplificazioni), convertito con modificazioni dalla Legge n. 35/2012, ha innovato l’art. 4 del D.P.R. n. 333/2000 prevedendo la seguente procedura:

  • le imprese che hanno una o più unità produttive in una stessa provincia invieranno la comunicazione al servizio provinciale per il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale dell’impresa.
  • in caso di unità produttive ubicate in più province, l’ufficio del collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale dell’impresa istruisce la pratica e provvede d’ufficio alla comunicazione dovuta ai servizi provinciali per il collocamento competenti sui territori dove sono ubicate le unità produttive dell’impresa.
  • in attesa del provvedimento amministrativo di ammissione a fruire degli ammortizzatori sociali, l’azienda può chiedere al servizio provinciale per il collocamento mirato competente sul territorio dove si trova la sede legale, la concessione della sospensione degli obblighi in via transitoria. Il servizio, valutata la situazione dell’impresa, può concedere la sospensione con provvedimento di autorizzazione per un periodo non superiore a tre mesi, rinnovabile una sola volta.

I datori di lavoro pubblici e privati per effettuare l’assunzione di lavoratori disabili, riconosciuta ai sensi della L. 68/99, devono richiedere preventivamente al Servizio Occupazione Disabili un “nulla osta all’assunzione”. La richiesta va effettuata prima del modello UNIFICATO LAV qualunque sia la modalità di assunzione concordata con il lavoratore.

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