RICHIESTA DI COMPUTO QUOTA LAVORATORI DISABILI

Il datore di lavoro può computare nella quota di riserva i lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia (art. 4 comma 4 della Legge 68/99).

L’art. 4 comma 4 della l. 68/99 consente al datore di lavoro di computare nella quota di riserva i lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia a condizione che: a) subiscano una riduzione della capacità lavorativa non inferiore al 60% (o, se la causa della parziale inabilità è dovuta a infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità superiore al 33% – art. 3 comma 4 DPR 333/2000); b) l’inabilità non sia causata dal mancato rispetto, da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.

Secondo la legge, per questi lavoratori l’infortunio, o la malattia non costituiscono giustificato motivo di licenziamento, nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni equivalenti o, in mancanza, a mansioni inferiori con diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

Nel caso in cui non sia possibile l’assegnazione a mansioni equivalenti o inferiori, gli stessi vengono avviati, dagli uffici competenti presso altra azienda, in attività compatibili con le residue capacità lavorative, senza inserimento nella graduatoria.

La circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2 del 22 gennaio 2010 affronta nuovamente la problematica precisando che per computare il lavoratore divenuto inabile in costanza di rapporto di lavoro devono verificarsi tre condizioni: a. l’inabilità del soggetto a svolgere le proprie mansioni; b. il riconoscimento della riduzione della sua capacità lavorativa non inferiore al 60%; c. che tale inabilità non sia stata causata da inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.

Anche la Circolare n. 2/2010 ricorda che l’art. 3 – comma 4 del D.P.R. 333/2000 ha previsto la possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori che divengono inabili in costanza di rapporto di lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità superiore al 33%.

Nel caso in cui l’azienda, conta un numero di dipendenti. a base di computo compreso tra le 15 a 35 unità è possibile chiedere il computo utilizzando il portale Sintesi anche se, il lavoratore ha una percentuale di invalidità pari o superiore al 51% a prescindere dall’orario di lavoro svolto e, ottenere il riconoscimento come quota intera anziché come frazione di unità come avviene normalmente.

Possono essere computati i lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni, art. 4, comma 4 legge 68/99. La circolare n. 2/2010 lo ha ribadito in modo ancora più esplicito. L’art. 4 del D.lgs. n. 151/2015, emanato in attuazione della legge n. 183/2014 (Jobs act) modifica l’art. 4 della legge 68/99, introducendo nuove tipologie di lavoratori per i quali può essere richiesto il computo nella quota di riserva. Le novità riguardano i lavoratori che, anche se disabili, sono stati assunti fuori dalle procedure del collocamento mirato, vale a dire senza iscrizione alle categorie protette e senza nulla osta, appartenenti alle seguenti tipologie:

  • lavoratori con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%, o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al DPR 915/1978
  • lavoratori con disabilità intellettiva o psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%
  • lavoratori riconosciuti disabili a seguito infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità superiore al 33%.

Quando i lavoratori disabili cambiano datore di lavoro per operazioni di modifiche societarie, il nuovo datore di lavoro deve chiedere il computo nella nuova azienda. La richiesta va sempre fatta utilizzando il Sistema informativo SINTESI, applicativo di Città Metropolitana per le comunicazioni on line. In questi casi, quando un lavoratore passa da un’azienda ad un’altra, è possibile computarlo con soluzione di continuità. Questo però non avviene nel caso in cui un singolo lavoratore disabile intende cambiare azienda. In questo caso il lavoratore deve cessare, si deve riscrivere e la nuova azienda deve chiedere il nulla osta (oppure, se il lavoratore ha una disabilità almeno del 60% può cambiare azienda senza soluzione di continuità e poi l’azienda ne chiederà il computo). In sintesi

Computo di lavoratori disabili in somministrazione ai sensi del D.Lgs. n. 81/2015 (art. 34 comma 3).

 

L’azienda utilizzatrice, che acquisisce il lavoratore disabile tramite contratto di somministrazione, può fare  richiesta di computo.In questo caso, per approvare il computo, occorre il riconoscimento della percentuale minima di invalidità del 46% e il contratto di somministrazione deve essere pari ad una durata minima di 12 mesi.

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