RICHIESTA DI COMPENSAZIONE TERRITORIALE

I datori di lavoro, singole imprese o gruppi di impresa, che occupano personale in diverse unità produttive possono assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unità produttive

L’istituto della compensazione territoriale, prevede che i datori di lavoro, pubblici e privati, possano assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive, è previsto dall’art. 5 – comma 8 della legge 68/99.
Questo istituto è stato innovato dall’art. 9 del Decreto Legge n. 138/2011 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 148/2011.
Ulteriori modifiche sono state poi introdotte dal Decreto Legislativo n.  151/2015  che ha cambiato l’istituto della compensazione territoriale per i datori di lavoro pubblici.In particolare l’articolo 9 del D.L. n. 138/2011 ha modificato l’articolo 5 comma 8 della legge n. 68/1999 ed ha introdotto, sempre all’art. 5, i commi 8 bis – 8ter – 8 quater  prevedendo che:

  • gli obblighi di assunzione devono essere rispettati a livello nazionale;
  • non è più richiesta l’autorizzazione preventiva del competente servizio provinciale per le unità produttive situate nella stessa regione e della Direzione generale per l’impiego del Ministero del lavoro per le unità produttive situate in diverse regioni;
  • la possibilità di compensazione delle assunzioni è estesa alle imprese che fanno parte di un “gruppo”.

Pertanto, la compensazione territoriale è attuata direttamente dalle imprese secondo le seguenti modalità:

  • I datori di lavoro privati che occupano personale in diverse unità produttive e le imprese che sono parte di un gruppo potranno assumere in una unità produttiva o in una impresa del gruppo avente sede in Italia, un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia;
  • I datori di lavoro privati che si avvalgono della compensazione territoriale trasmettono in via telematica a ciascuno dei servizi competenti delle province in cui insistono le unità produttive della stessa azienda e le sedi delle diverse imprese del gruppo di cui all’articolo 31 del decreto legislativo n. 276/2003, il prospetto informativo dal quale risulta l’adempimento dell’obbligo a livello nazionale sulla base dei dati riferiti a ciascuna unità produttiva ovvero a ciascuna impresa appartenente al gruppo.

Per i Gruppi di imprese
La possibilità di compensazione delle assunzioni è estesa alle imprese che fanno parte di un “gruppo”, così come definito dall’articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e individuato ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e del decreto legislativo 2 aprile. 2002, n. 74, vale a dire alle società collegate o controllate.

La possibilità di compensazione delle assunzioni è estesa alle imprese che fanno parte di un “gruppo”, così come definito dall’articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e individuato ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e del decreto legislativo 2 aprile. 2002, n. 74, vale a dire alle società collegate o controllate.

Il solo adempimento cui sono tenute le imprese interessate alla compensazione riguarda la presentazione in via telematica a ciascuno dei servizi competenti delle province in cui insistono le unità produttive della stessa azienda e le sedi delle diverse imprese del gruppo, del prospetto informativo di cui all’articolo 9, comma 6 della L. n. 68/1999, dal quale risulta l’adempimento dell’obbligo a livello nazionale sulla base dei dati riferiti a ciascuna unità produttiva ovvero a ciascuna impresa appartenente al gruppo. Pertanto, l’eventuale compensazione verrà comunicata — dalle singole aziende multi localizzate o dalla sola azienda capogruppo per le imprese che fanno parte del gruppo — ai servizi competenti, per il tramite dei servizi informatici regionali, entro il 31 gennaio di ogni anno, con le modalità tecniche disciplinate dal decreto interministeriale del 2 novembre 2010.



Non è possibile presentare contemporaneamente richiesta di  esonero parziale e compensazione territoriale per le unità produttive dell’azienda (o le imprese del gruppo) che insistono sulla medesima sede provinciale, sulla base del fatto che i due istituti si pongono obiettivi opposti: l’uno prende atto delle difficoltà di inserimento lavorativo degli stessi soggetti e l’altro vuole agevolare le assunzioni dei lavoratori disabili nelle sedi che meglio possono utilizzarli.

Pertanto, un datore di lavoro privato, o un’impresa facente parte di un gruppo, che al 31 gennaio comunica di aver utilizzato la compensazione territoriale, può far ricorso all’esonero parziale per una unità produttiva per la quale ha effettuato assunzioni in eccedenza, solo a seguito di accertamento dell’effettiva impossibilità di attuare il collocamento mirato per mancanza di adeguate professionalità, pur avendo attivato ogni iniziativa diretta all’inserimento, ribadendo così quanto affermato dal Ministero del Lavoro con la nota n. 1630/M76 dell’11 ottobre 2001. La circostanza è confermata dal fatto che l’articolo 9 del D.L. n. 138/2011 non elimina l’istituto della compensazione ma ne semplifica l’iter procedurale non subordinandolo più ad alcun provvedimento autorizzativo.

Nel caso in cui le imprese (multi localizzate o facenti parte di un gruppo) interessate alla compensazione abbiano attivato delle convenzioni presso una o più delle province in cui insistono le singole unità produttive, o le singole imprese del gruppo, per le quali insorgono gli obblighi di assunzione, le stesse possono proporre al servizi competenti le modifiche conseguenti alle convenzioni in essere laddove abbiano assolto l’obbligo di assumere al livello nazionale attraverso la compensazione. Per Milano possono scrivere a info.disabili@afolmet.it.

  • Legge 12 Marzo 1999, n. 68: “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”;
  • Nota Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prot. 1630/M76 del 11 ottobre 2001: “Assunzioni obbligatorie. Legge 12.3.1999, n.68. Richiesta di compensazione territoriale”;
  • Decreto interministeriale 2 novembre 2010: “Disposizioni riguardanti il prospetto informativo disabili”;
  • Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito, con modificazioni, nella Legge 14 settembre 2011, n. 148: “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”;
  • Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 24 ottobre 2011, n. 27: “Articolo 5 comma 8, della legge 12 marzo 1999, n. 68 novellato dall’art. 9 del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n.148: Collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni”;
  • Legge 10 dicembre 2014, n. 183: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”;
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151: “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014.

Sono abrogati:

  • l’art. 5 del DPR 10 ottobre 2000, n. 333 contenente la disciplina in materia di compensazioni territoriali;
  • il Decreto Ministeriale 24 aprile 2007, concernente criteri e modalità relativi al rilascio dell’autorizzazione alla compensazione territoriale di cui all’art. 5, comma 8, della legge n. 68/99.

 

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